Libri per il giorno della Memoria

Articolo scritto da Redazione il 20.1.2017

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, si commemorano le vittime dell’Olocausto. Segnaliamo alcune tra le numerosissime proposte di tutti gli editori sull’argomento, classici, saggi e romanzi che tengono vivo il ricordo delle vittime di una delle tragedie più atroci della storia dell’umanità.

Il farmacista del ghetto di Cracovia
  • € 14,00 € 13,60

Il farmacista del ghetto di Cracovia di Tadeusz Pankiewicz

Il rigore della ricostruzione e la delicatezza del ricordo convivono nel memoir del giusto tra le nazioni Tadeusz Pankiewicz. Il farmacista del ghetto di Cracovia racconta tutta l’assurdità di un momento storico in cui il capriccio del caso decise il destino di molti, ma anche l’incredibile resilienza degli esseri umani di fronte all’orrore.

Un amore ad Auschwitz
  • € 14,00 € 11,90

Un amore ad Auschwitz di Francesca Paci

Una favola «senza lieto fine, come talvolta accade alle favole vere». Una storia d’amore dai contorni leggendari, inspiegabilmente e ingiustamente dimenticata, che la giornalista Francesca Paci ricostruisce per la prima volta in tutti i suoi aspetti grazie a fonti attinte dall’archivio del museo statale di Auschwitz, documenti dell’epoca e testimonianze dirette dei pochi sopravvissuti.

Storia di un ebreo fortunato

Storia di un ebreo fortunato di Vittorio Dan Segre

Un vivido racconto biografico che si trasforma in un’analisi sociale e psicologica della società ebraica, scritto da un testimone diretto della Shoà, uscito indenne dalla distruzione del giudaismo europeo.

Il fabbricante di giocattoli
  • € 14,90 € 12,67

Il fabbricante di giocattoli di Liam Pieper

Un romanzo spietato e appassionante, la storia di un segreto inconfessabile, capace di tracciare, in un vertiginoso gioco di rimandi tra passato e presente, un ritratto senza sconti delle ipocrisie, delle contraddizioni, delle calcolate amnesie così tipiche del nostro tempo.

Tra due mondi. Il dibbuk

Tra due mondi. Il dibbuk di Sh. An-Ski

Unica traduzione dallo yiddish di un’opera letteraria di valore indiscutibile, una storia d’amore tragica e immortale come Romeo e Giulietta di William Shakespeare, testimonianza vibrante di un mondo – quello delle comunità yiddish dell’Europa Orientale – che sarebbe stato spazzato via in maniera violenta nel giro di pochi decenni.

La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme di Hannah Arendt

Negli articoli scritti per il “New Yorker”, Hannah Arendt sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt “banale”, e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.

La notte di Elie Wiesel

“Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. ” (dalla Prefazione di F. Mauriac).

Un’eredità di avorio e ambra di Edmund De Waal

Una grande famiglia. Una collezione preziosa. Le imprevedibili svolte del destino.

Rivivendo le vicende dei suoi antenati nei luoghi da loro abitati, osservandole con gli occhi dell’artista, Edmund de Waal ci regala un libro capace di restituire l’atmosfera di intere epoche, di sigillare intere vite dentro un racconto perfetto.

La famiglia Karnowski di Israel J. Singer

Nel capolavoro di Israel J. Singer il lettore potrà immergersi nell’affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi – Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski: l’ascesa e la piena integrazione prima della parabola discendente innescata dall’odio e dalla violenza nazista, fino alla conclusione della storia familiare in una New York straniate e nemica, dove emerge più che mai la contraddizione che innerva l’intera storia familiare.

I fratelli Ashkenazi di Isaac B. Singer

Intenso ed emozionante. Una grandiosa epopea segnata dalla storia e dal destino.

Nelle pagine di questo imponente romanzo-fiume apparso nel 1936, Israel J. Singer seppe dare la rappresentazione di un mondo e di una civiltà che di lì a poco sarebbe stata ferocemente annientata.

Il girasole. I limiti del perdono di Simon Wiesenthal

Nel 1942, a Leopoli, una SS morente chiede all’autore, ebreo, il perdono per i crimini che ha commesso. Simon Wiesenthal, che dopo la guerra diventerà l’impacabile cacciatore di nazisti, glielo nega, continuando a rimanere turbato dalla sua scelta e a interrogarsi se sia stato un errore o meno.

Se questo è un uomo di Primo Levi

Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, “Se questo è un uomo” è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche.

La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca di Enrico Deaglio

Una storia vera, simile a un romanzo di avventure: l’incredibile vicenda del commerciante padovano Giorgio Perlasca (1910-1992) che, dopo essere stato un fascista entusiasta e aveva combattuto in Spagna come volontario per Franco, nell’inverno del 1944, a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio migliaia di ebrei, spacciandosi per il console spagnolo.

Storia di una vita di Aharon Appelfeld

Appelfeld sfida il dolore e disseppellisce quei ricordi che per poter continuare a vivere aveva spinto nelle zone buie e cieche della propria memoria, ci racconta la lotta di un ragazzo che ricostruisce la propria identità a partire dallo sradicamento degli affetti, della cultura, della lingua.

Un sacchetto di biglie di Joseph Joffo

L’autobiografia di un ebreo che racconta la propria infanzia e le persecuzioni subite nella Francia occupata dai tedeschi duante la seconda guerra mondiale. Dalla fuga da Parigi alla ricerca di un rifugio fino alla salvezza definitiva avvenuta grazie all’intervento di un sacerdote cattolico, il coraggio di due fratelli disposti ad affrontare le situazioni più pericolose per salvarsi e le esperienze che li fanno maturare nonostante la giovane età.

Perché non sei venuta prima della guerra? di Lizzie Doron

Un libro sulla Shoah, di cui non si parla mai espressamente ma che affiora oscura e devastante solo attraverso le ferite e i fantasmi che ossessionano Helena. Una figura di donna che, indomita, riesce a trasformare l’esperienza del dolore in una visione del mondo libera da ogni sovrastruttura e condizionamento. Come se riuscisse a fissare l’essenza del bene e del male senza bruciarsi gli occhi e l’anima.

Diario di Anne Frank

Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno del 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all’immagine della scuola, dei compagni e di amori più o meno ideali, si sostituisce la storia della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio.

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