Breviario spirituale
Prefazione di Anacleto Verrecchia

Abbagnano trattando della filosofia di Martinetti dice che è “una specie di misticismo della ragione”. La prova provata della giustezza di questa brillante definizione è nelle pagine del Breviario, testo in qualche modo riassuntivo del suo pensiero. Ma per verificarlo compiutamente bisogna paradossalmente superare la lettura più “facile” del libro, quella che si appaga dei brillanti aforismi che ne costellano le pagine. Un esempio: “La verbosità è sempre segno di impulsività e di superficialità: gli uomini della parola, gli oratori, i concionatori delle folle che fanno risuonare le tribune della loro eloquenza ‘vibrante’ sono in fondo degli instabili, degli irresoluti, dei deboli, presso i quali la reazione verbale si è sovrapposta alla volontà”. E forse proprio in questa asprezza aforistica, debitrice dei suoi amati Marc’Aurelio, Seneca, Schopenhauer, Leopardi (citatissimi nel Breviario) va rintracciato il motivo per cui la prima edizione del 1923, in anni non ancora compiutamente fascisti ma che già risentivano di un certo clima, uscì anonima… Nel Breviario, come ben scrive Vittorio Mathieu, “Martinetti segue l’uomo nel suo elevarsi dal cieco impulso al dominio razionale di sé in cui consiste la vera libertà… La sfiducia nel valore della vita non può essere superata che con la contemplazione dell’Eterno e la convinzione che l’uomo è destinato a trovare il suo riposo in qualcosa che è al di sopra dell’umanità stessa”. Ma attenzione: la “religiosità” in cui Martinetti ripone il valore della vita non ha a che fare con nessuna delle religioni confessionali verso le quali, e in particolare verso il cattolicesimo, nutriva fortissima avversione. È piuttosto una forma di mistico panteismo che aspira a liberarsi dalle particolarità contingenti per rientrare nell’unità del tutto.

Piero Martinetti

Piero Martinetti (1872 – 1943), docente di filosofia teoretica a Milano, fu destituito nel 1931 per aver rifiutato il giuramento di fedeltà al regime fascista. Tra le altre sue opere ricordiamo Teoria e conoscenza e Ragione e Fede nonché il precocissimo Il sistema Sankya (1897) che testimonia tutto il suo interesse per le filosofie orientali.

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