Geni buoni, geni cattivi
Storia di una passione per il DNA

«Una raccolta di riflessioni e memorie che restituiscono il sapore di un periodo di conquiste e cambiamenti straordinari, come pure di irriverenza e di sconfinata fiducia.»
Walter Gratzer

Nel 1953, la scoperta della struttura molecolare del DNA, l’elegante «doppia elica», archivio e trasmettitore delle informazioni genetiche di quasi tutti gli organismi viventi, portò alla ribalta due giovani ricercatori dell’Università di Cambridge: James D. Watson e Francis Crick, che per quella scoperta vennero premiati, nel 1962, con l’assegnazione del Nobel.
Da allora, mentre Crick ha continuato a lavorare nel campo della ricerca, Watson, dopo aver insegnato ad Harvard ed essere stato chiamato a dirigere il Cold Spring Harbor Laboratory di New York (trasformandolo nel volgere di pochi anni in uno dei centri mondiali d’eccellenza per la biologia molecolare e la ricerca sul cancro), non ha mai smesso di scrivere. Negli ultimi trent’anni, Watson ha dato un contribuito molto significativo alla divulgazione dei progressi scientifici d’interesse pubblico. Dalla lotta contro il cancro alle tecniche del DNA ricombinante, al Progetto Genoma Umano, i temi affrontati nei suoi scritti hanno il grande merito di essere un lucido tentativo di indirizzare il futuro della scienza verso il miglioramento della condizione umana – e le pagine raccolte in questo libro ne sono la testimonianza. I suoi interventi, in particolare quelli sulle implicazioni etiche della manipolazione genetica, hanno talora sollevato dispute veementi alle quali Watson, fiero oppositore di una biologia senza regole, non si è mai sottratto. Testimone diretto di un periodo di conquiste straordinarie, quest’uomo irriverente e coraggioso ci parla di sé, delle sue scoperte e di una scienza in parte già colonizzata da logiche industriali, con rigore e pacatezza, e con quel raro dono, la fiducia consapevole, che soltanto i grandi scienziati mostrano di possedere.

James D. Watson

James D. Watson è nato a Chicago nel 1928. Nel 1962, insieme con Francis Crick e Maurice Wilkins, riceve il Premio Nobel per la scoperta della struttura molecolare del DNA. Presidente del Cold Spring Harbor Laboratory di New York, ha scritto anche: Biologia molecolare del gene (1967) e La doppia elica (1968).

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