Il Corano

«Questo Libro, nessun dubbio, è una guida per i timorati che credono nell’ Inconoscibile, recitano la preghiera ed elargiscono di quanto Noi abbiamo dispensato loro, e credono in ciò che è stato rivelato a te e in ciò che è stato rivelato prima di te, e credono fermamente nella vita ultima. Essi sono i guidati dal Signore, essi sono quelli che prospereranno.»

«Una monumentale traduzione. Un punto di riferimento per la conoscenza e lo studio del Corano e dell’Islam.»

Nuova edizione a cura di Gabriele Mandel con introduzione di Khaled Fouad Allam. Testo arabo a fronte.

Il Corano è, oggi più che mai, invocato da milioni di fedeli. Tuttavia, se molto si è scritto sul testo coranico, nel mondo occidentale esso rimane tuttora sconosciuto ai più. E la situazione contemporanea rende ancor più difficile individuarne una corretta chiave di lettura: ai nostri giorni, infatti, viene richiamato in misura sempre maggiore e da più parti per legittimare comportamenti concreti, per fondare aspirazioni collettive, per fomentare speranze e ideologie. Esiste un universo complesso delle scienze coraniche, in particolare la ricca tradizione del commentario al Corano, il tafsīr, che aiuta la comprensione e lo studio della parola divina. Per un musulmano, infatti, prima di essere un libro suddiviso in 114 capitoli detti sure, il Corano è essenzialmente una parola, la Parola Divina discesa (tanzīl) nella celebre notte chiamata la “Notte del Decreto” o “Notte del Destino”. Ma ciò che forse definisce nel modo più esatto la relazione fra il musulmano e il testo coranico, relazione che ne segna l’intera esistenza, è la nozione di stupore. Non si tratta di momentaneo sconcerto, di una frattura nell’identità dell’individuo, ma piuttosto di uno stato d’animo permanente, che rimanda alle categorie fondamentali della teologia islamica. Prima fra tutti, la nozione di mistero, ghaib: il mistero della vita che si traduce nel mistero dell’ordine del mondo. E, ancora di più, del suo apparente disordine.

Gabriele Mandel

Studioso e accademico, Gabriele Mandel khân (Bologna, 1924 – Milano, 2010) è stato Vicario generale (Khalifa) dell’Ordine sufico (Tarîqa) Jerrahi-Halveti in Italia, Direttore della Facoltà di Psicologia all’Università Europea del Lavoro di Bruxelles, fondatore e membro del Consiglio direttivo dell’Università IULM di Milano, e ha ricoperto cariche importanti in numerosi altri Atenei italiani e stranieri. Commendatore al merito della Repubblica italiana e di altri Ordinamenti, è stato membro dell’Accademia islamica di Cambridge ed è stato insignito, tra le altre, delle seguenti onorificenze: gran premio di cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Roma); targa d’onore del Ministero della Cultura (Ankara); medaglia d’onore del Parlamento turco; medaglia d’onore della Città di Parigi. È stato autore di centinaia di libri, tradotti in quattordici lingue, molti dei quali dedicati all’Îslâm.

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