Il falò delle novità

Non c’è nulla di meno creativo – fruttifero, produttivo – della creatività a tutti i costi in cui spesso s’incappa nella nostra terra di santi, poeti, navigatori (del web), tutti, per l’appunto, creativi.
Creatività made in Italy che è arte sì, ma d’arrangiarsi. Dove stanno allora, in questo profluvio di creativi di ogni sorta, il talento, l’estro, la fantasia, l’immaginazione, l’inventiva, le idee?
Nel suo nuovo libro Stefano Bartezzaghi ci insegna che possiamo e forse dobbiamo parlare ancora di creatività, a patto che impariamo a non cadere nella rete di stereotipi, frasi fatte e usurati cliché che a essa si associano. E che possiamo farlo anche grazie alla tanto esaltata e criticata intelligenza collettiva, prendendo spunto dalle battute e dalle arguzie del popolo della Rete, dei perfetti sconosciuti (o soliti noti) che cinguettano e si beccano su Twitter.
«È molti anni che cerco di stare alla larga dalla creatività, e non ci riesco» scrive Bartezzaghi. Purtroppo, o per fortuna, neanche noi.

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