Il fascismo degli italiani
Una storia sociale

A differenza del nazismo al quale sono stati dedicati studi di storia sociale sia da parte di storici tedeschi che anglosassoni, il fascismo italiano appare ancora privo di una storia sociale complessiva, mentre esso è divenuto oggetto e modello per una lettura culturale del fenomeno totalitario. Questo lavoro si presenta come prima sintesi della società italiana sotto il regime fascista, dagli anni della presa del potere sino alla sua crisi durante il conflitto mondiale, passando attraverso il lungo decennio dell’organizzazione e dell’ottenimento di un consenso tra classi medie e tra ceti popolari. Partendo da studi che hanno ricostruito settori specifici dell’organizzazione di massa del partito (le opere rivolte all’infanzia, alla maternità, ai giovani, al dopolavoro) la mobilitazione della popolazione maschile (la milizia, lo sport) ed analizzato l’insediarsi e l’organizzarsi del regime in provincia, Il fascismo degli italiani esamina l’incidenza del fascismo nella quotidianità degli italiani, nelle mentalità, nel plasmare paternalismo e conformismo individuando anche atteggiamenti di resistenza e di dissidenza sociale e culturale. Il fascismo interviene nella “modernizzazione” della società italiana e sollecita l’incontro tra politica e vita sociale, nel contempo però congela e fa arretrare il paese rispetto ad alcune grandi linee di sviluppo occidentale, che coinvolgono in particolare la popolazione femminile, il mondo rurale, le relazioni interpersonali e la sessualità, ed anche il rapporto tra cittadino e stato. Il lavoro costituisce quindi un capitolo della storia dell’Italia Unitaria, non isola il Ventennio bensì tenta di capire quanto il regime fascista abbia modificato ed inciso sullo sviluppo sociale, dei comportamenti e delle mentalità degli Italiani rispetto all’epoca liberale, e quanto di esso sia rimasta traccia nell’Italia repubblicana.

Patrizia Dogliani

è docente di Storia contemporanea presso l’Università di Bologna e svolge attività d’insegnamento all’estero. È autrice di numerose pubblicazioni relative alla storia italiana ed europea del Novecento. Tra i suoi libri, ricordiamo: L’Italia fascista 1922-1940 (1999), Tra guerre e pace. Memorie e rappresentazioni dei conflitti e dell’Olocausto in età contemporanea (2001), Storia dei giovani (2003), Il fascismo degli italiani (1a ed. 2008). Ha inoltre curato i volumi: Italian Fascism. History, Memory and Representation (con R.J.B. Bosworth, 1999), Rimini enklave. Un sistema di campi alleati per prigionieri dell’esercito germanico (2005), Tra libera professione e ruolo pubblico. Pratiche e saperi comunali all’origine dell’urbanistica in Italia (con O. Gaspari, 2012).

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