Indians
Storie di un popolo perduto

“Ci hanno fatto più promesse di quante io ne possa ricordare, ma ne hanno mantenuta una sola: hanno promesso di prendere la nostra terra e l’hanno presa”.
– Nuvola Rossa

Indians; ma quali? Ci sono quelli dei film e dei romanzi, dei nostri giochi d’infanzia, tutti “veri”, per chi ha sognato almeno una volta d’essere Toro Seduto o Cavallo Pazzo o Geronimo, o ne ha seguito le appassionanti vicende sullo schermo, fra ululati di battaglia e cavalli al galoppo. Sovente, se non sempre, falsate dagli stereotipi e dai luoghi comuni hollywoodiani. Prima l’indiano cattivo, poi a tradire il rigore storico è stato un diffuso afflato di buonismo pronto a rivalutare a ogni costo, tacendone se necessario gli aspetti più scomodi, il . Questo libro non è un romanzo, né una storia romanzata. Del saggio ha la forma e il rigore, ma è soprattutto un tentativo di riscoprire e indagare con semplicità di linguaggio e immediatezza giornalistica, attraverso taluni dei personaggi più noti, quanto del loro mito affondasse le radici nella realtà, quale fosse insomma la realtà una volta purgata degli stereotipi. Attraverso Nuvola Rossa e Cochise, Pocahontas e Geronimo, Cavallo Pazzo e Toro Seduto si ripercorre la grande tragedia americana del tremendo rapporto fra indiani e coloni. C’è un abisso tra l’indiano maestro di civiltà, di amore familiare, di profondo senso della natura, di culto della terra e del cielo, addirittura – se vogliamo – ecologista ante litteram, e l’indiano del quale si diceva che <l’unico buono è quello morto>. Ed è proprio attraverso quell’abisso che “Indians” tenta di gettare un ponte, talora scoprendo gentilezza e buon senso nelle parole di figure da sempre descritte come feroci e sanguinarie: senza la presunzione di voler dire l’ultima parola su una storia così controversa, ma nel più umile tentativo di dare una corretta dimensione storica agli eroi della nostra infanzia.

 

Fabio Galvano

Fabio Galvano ha fatto il giornalista per più di quarant’anni, e per oltre venti è stato corrispondente de “La Stampa” prima da Mosca, poi da Bruxelles, infine da Londra. Autore di Jimmy Carter, una fortunata biografia che aveva preceduto e anticipato l’elezione a presidente degli Stati Uniti. Per UTET Libreria ha scritto L’Assedio. Torino 1706.

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