L'arte della condivisione
Per un'ecologia dei beni comuni

In un momento in cui la crisi economica impone un ripensamento profondo del nostro vivere insieme, l’arte di condividere diviene una strategia importante e di grandissima attualità. Lo sharing – come la rete ci ha insegnato a chiamare la condivisione – diventa a tutti gli effetti un’opportunità per ridefinire il nostro presente, forse l’ultima possibilità che abbiamo per affrontarne le contraddizioni.
Nel contributo del filologo e linguista Luca Serianni l’analisi della condivisione linguistica nel nostro paese prende l’avvio dal passato, dall’“italiano pidocchiale” del XVI secolo. Profondamente radicata nel presente è invece l’idea di una rivendicazione etica dell’Europa immaginata da Marco Aime. La possibilità di colonizzare galassie e trasferirvi il genere umano, prima che la Terra diventi inabitabile, proietta infine il ragionamento del teorico della “decrescita felice” Serge Latouche nel futuro. I lettori curiosi alla ricerca di nuovi strumenti di comprensione troveranno stimoli inaspettati e originali anche nei contributi della scrittrice Laura Bosio, del filosofo Remo Bodei, del sociologo Alain Caillé e degli antropologi Matteo Aria e Adriano Favole.
La condivisione, il mettere in comune risorse e opinioni, è alla base della convivenza civile. Elemento costitutivo dell’umanità e di molti aspetti della contemporaneità, il condividere si contrappone all’individualismo possessivo, alla competizione e al consumismo. All’arte della condivisione, tra passato, presente e futuro, dedicano qui le loro riflessioni otto acuti osservatori del mondo di oggi.

Adriano Favole

Adriano Favole è vicedirettore per la ricerca presso il dipartimento di Culture, politica e società dell’Università di Torino, dove insegna Antropologia culturale e Cultura e potere. Ha tenuto corsi presso le Università di Milano, Genova e Bologna, è stato più volte visiting professor presso l’Università della Nuova Caledonia e ha compiuto ricerche in Polinesia occidentale, in Nuova Caledonia, a Vanuatu, in Australia e a La Réunion. I suoi ambiti di ricerca principali sono l’antropologia politica, l’antropologia del corpo e del patrimonio. Da anni collabora con “La Lettura” del “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri: Resti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte (2003), Oceania. Isole di creatività culturale (2010) e La bussola dell’antropologo (2015), tutti pubblicati da Laterza.

Marco Aime

docente di Antropologia Culturale presso l’Università di Genova, ha condotto ricerche sul campo in Benin, Burkina Faso e Mali. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui: Il primo libro di antropologia (Einaudi, 2008), Cultura (Bollati Boringhieri, 2013), e, insieme a Gustavo Pietropolli Charmet, La fatica di diventare grandi. La scomparsa dei riti di passaggio (Einaudi, 2014). Per Utet ha pubblicato Tra i castagni dell’Appennino. Conversazioni con Francesco Guccini (2014).

Matteo Aria

insegna Antropologia Culturale presso l’Università di Genova. È autore di saggi e racconti, oltre che di numerosi articoli scientifici.

Remo Bodei

professore di Filosofia alla UCLA di Los Angeles, ha insegnato a lungo alla Scuola Normale Superiore, all’Università di Pisa e in diversi atenei europei e americani.

Laura Bosio

È autrice dei romanzi I dimenticati (Feltrinelli, 1993, Premio Bagutta Opera Prima), Annunciazione (Mondadori, 1997, Premio Moravia), Le ali ai piedi (Mondadori, 2002), Le stagioni dell’acqua (Longanesi, 2007, finalista al Premio Strega), Le notti sembravano di luna (Longanesi, 2011) e dei saggi Teresina. Storie di un’anima (Mondadori, 2004) e D’amore e di ragione. Donne e spiritualità (Laterza, 2012).

Alain Caillé

sociologo francese di fama internazionale, insegna Sociologia presso l’Université Paris X Nanterre. È fondatore e direttore della rivista “La Revue du M.A.U.S.S.”.

Serge Latouche

economista e filosofo francese, è il principale promotore dell’idea di decrescita. È animatore della rivista “La Revue du M.A.U.S.S.”, presidente dell’associazione culturale La ligne d’horizon e professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Parigi Sud (Orsay).

Luca Serianni

insegna Storia della lingua italiana all’Università La Sapienza di Roma. Accademico dei Lincei e della Crusca, è direttore delle riviste “Studi linguistici italiani” e “Studi di lessicografia italiana” e vicepresidente della Società Dante Alighieri.

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