La felicità

Il primo fondamento di ogni lotta spirituale, insegna il teologo sufi, scienziato e filosofo al-Ġazālī, vissuto nella Persia islamica a cavallo tra l’XI e il XII secolo, è la conoscenza degli eserciti del cuore. Ma quale eserciti e quale cuore? Per scoprirlo, conviene rammentare che, se è vero che «il profondo significato delle cose e il loro senso più intimo si svela solo nel mondo dello spirito», è altrettanto vero che nella nostra realtà ben poco spirituale, caratterizzata da una predominanza di sensi e dell’immaginazione, sono spesso le immagini ad avvolgere il senso profondo delle cose. «È necessario che tu conosca gli eserciti del cuore, esteriori e interiori» spiega il filosofo islamico in uno dei primi capitoli del breve trattato, qui raccolto, dal titolo L’alchimia della felicità. Titolo che fa facilmente pensare a un manuale sul giusto approccio alla vita. E niente affatto a sproposito, in questo caso. Come osserva uno dei massimi studiosi di filosofia musulmana, Massimo Campanini, l’opera di al-Ġazālī è un vero e proprio «breviario per trovare e percorrere la via della felicità e attingere il fine supremo», che, nella sua prospettiva, naturalmente è anche un percorso verso Dio.

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