La repubblica delle Giovani Marmotte
L'Italia e il mondo visti da un democristiano di lungo corso

Un protagonista della prima repubblica, democristiano di lungo corso, ripercorre con sgomento e preoccupazione, ma anche con humour e intelligenza pungente, le vicende politiche ed economiche degli ultimi vent’anni, in Italia e all’estero. Senza negare errori e senza rinunciare alla doverosa autocritica, Pomicino deplora lo scadimento e il dilettantismo del legislatore e dei governi, a cominciare dai tecnici dell’economia che presidiano ininterrottamente il potente e unificato ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il debito pubblico, in genere descritto come un’eredità del passato, è in realtà triplicato dal 1991 e ha battuto ogni record nel giugno 2015 raggiungendo i 2200 miliardi di euro. Smantellata per via giudiziaria la prima repubblica, la politica ha rinunciato alle idee, ha annacquato e ridotto al silenzio le proprie culture di riferimento, e ha smembrato il sistema di partecipazioni e investimenti pubblici, svenduti alle multinazionali e ai fondi di investimento. Le famiglie industriali italiane riunite nei “salotti buoni” hanno assecondato la spoliazione delle imprese e dei grandi settori produttivi, traendo ottime plusvalenze dalle loro cessioni. Contemporaneamente è cresciuto il mostruoso capitalismo finanziario, un inarrestabile contagio internazionale che divora l’economia reale e prepara il disastro economico e sociale su scala planetaria, con impoverimento di massa, bassa crescita, ricchezza concentrata e disuguaglianze crescenti.
L’avvento di un antico democristiano come Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica e di un post democristiano come lo scout Matteo Renzi al governo avrebbero potuto essere di ottimo auspicio per rilanciare il primato della politica nel nostro paese. Ma le speranze sono presto sfumate: l’Italia in cui viviamo si sta rivelando una Repubblica delle Giovani Marmotte. L’analisi sui comportamenti e le scelte di Renzi e dei post-democristiani è severa, la loro inadeguatezza sul piano istituzionale e internazionale è palese: proprio quando le culture politiche oggi largamente disperse sarebbero utilissime all’Italia e all’Occidente, per comprendere e affrontare i giganteschi squilibri economici, le migrazioni bibliche e i conflitti che infiammano il Medio Oriente e il continente africano.

Paolo Cirino Pomicino

(Napoli, 1939) ha ricoperto numerose cariche, in Italia e in Europa. Entrato in politica nelle fila della Democrazia cristiana, ha svolto ruoli di primo piano all’interno del partito (consigliere nazionale e membro della direzione nazionale). Tra gli altri incarichi, è stato consigliere e assessore del comune di Napoli, deputato della Repubblica, presidente della commissione Bilancio della Camera, ministro della Funzione pubblica e ministro del Bilancio. È stato inoltre deputato europeo e componente della commissione Affari economici e monetari.
Attualmente opinionista de “Il Foglio”, ha pubblicato con frequenza sul “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 Ore”, “La Stampa” e “Il Tempo”. È stato inoltre collaboratore, con lo pseudonimo di Geronimo, di l’“Indipendente”, “Il Giornale”, “Libero”, “Il Mondo” e “Panorama”. Tra le sue pubblicazioni: Strettamente riservato. Le memorie di un superministro della Prima Repubblica (Mondadori, 2000), Dietro le quinte. La crisi della politica nella Seconda Repubblica (Mondadori, 2002) e La politica nel cuore (Cairo Editore, 2008).

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