Le bucoliche

Di origine mantovana, ma ben presto frequentatore della corte augustea a Roma, Publio Virgilio Marone fu il maggiore dei poeti latini. Dopo una serie di scritti giovanili, che lo avvicinavano a Catullo, le Bucoliche sono la prima delle sue opere mature. Costituite di dieci componimenti poetici sotto forma di dialoghi o “canti amebei”, danno voce ai temi più svariati, ma tutti legati da un’ambientazione pastorale. Dalla nostalgia per la vita campestre ai timori per la guerra, dalla sofferenza amorosa alla celebrazione di una nuova età di felicità per l’uomo (la famosa IV ecloga, per la quale nel Medioevo Virgilio fu considerato un profeta del cristianesimo), le Bucoliche vengono proposte in una nuova versione digitale, completa di testo a fronte e di un ricco apparato di note critiche, a cura di Carlo Carena, facilmente consultabile grazie ai rimandi ipertestuali.

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