Mencio

Il maestro Meng, conosciuto in Occidente come Mencio grazie ai Gesuiti, fu discepolo di un nipote di Confucio. Morì attorno al 289 a.C., all’apice della sua fama, dopo aver dedicato la vita alla filosofia e al modo di armonizzare con essa la vita e le aspirazioni dell’uomo. Mencio desidera “correggere il cuore umano”, eliminando le storture e modificando le cattive abitudini di pensiero: il suo obiettivo è una società equilibrata e giusta, a partire dal principe fino ai più umili strati sociali. Il suo libro, nel quale vengono tramandati dialoghi e sentenze, insegna che “lo scopo dell’apprendere non è altro che la ricerca del cuore che si è smarrito”: parole cariche di significato ancora oggi.

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