Nel tunnel di Sarajevo

Fabio Boksic, principe del foro, noto avvocato divorzista a Milano, rinviene il corpo senza vita della signora Rosso, una sua danarosa e affascinante cliente. La coincidenza attira l’attenzione del pubblico ministero Agota Santoro e del commissario Mancini, che lo accusano di esserne il mandante e ne dispongono il fermo. Mentre le indagini sul delitto vanno avanti e portano alla luce traffici illeciti e pericolosi, la detenzione smuove qualcosa nell’animo cinico e disilluso dell’avvocato quarantenne e gli impone un confronto con i fantasmi del suo passato, riportandolo ai giorni dell’assedio di Sarajevo vissuti con i genitori, l’amata sorella e il nipotino Betò: gli eventi della guerra si intrecciano alle vicende private e il microcosmo familiare si intreccia con le pagine più buie della storia recente dei Balcani, fino a far sfumare il confine fra il dramma storico della città e quello privato dei singoli individui. Il risultato è una narrazione di ampio respiro che procede attraverso l’alternanza di due linee temporali, che si riflettono l’una nell’altra in un gioco di specchi, definendo il personaggio adulto nel tragico vissuto bellico del giovane.

Giano Sirov

Giano Sirov è lo pseudonimo scelto da una coppia di autori, un uomo e una donna, che si dividono tra aule di tribunale, laboratori di fisica e passione per la lettura o – come in questo caso – la scrittura.

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