Storia di un ebreo fortunato

Uscito indenne dalla distruzione del giudaismo europeo, stimolato dal celebre romanziere israeliano Amos Oz, Dan Segre ha raccolto e riordinato gli appunti autobiografici che andava scrivendo dal 1940, cercando nella storia sua e della sua famiglia la conferma all’idea talmudica che nessun uomo è totalmente giusto o totalmente malvagio. Storia di un ebreo fortunato è un libro di memorie lucido e piene di malinconico humor, in cui l’autore ripercorre una serie di vicende ora tragiche ora quasi comiche, tracciando un itinerario singolare sviluppatosi nel corso di anni tumultuosi. Un vivido racconto biografico che si trasforma in un’analisi sociale e psicologica della società ebraica.

Vittorio Dan Segre

Vittorio Dan Segre (1922-2014), nato in Piemonte, è emigrato in Palestina nel 1939, dopo le leggi razziali. Durante la seconda guerra mondiale si è arruolato nel Palestine Regiment dell’esercito inglese. In seguito, ha partecipato alla vita dello stato di Israele come soldato, diplomatico e docente universitario, insegnando poi anche all’Università di Oxford, al MIT di Boston e all’Università di Stanford. Tra i fondatori del “Giornale” di Montanelli, nel 1998 ha creato l’Istituto Studi Mediterranei presso l’Università di Lugano, di cui è stato presidente fino alla morte. Tra i suoi libri: La guerra privata del tenente Guillet (Corbaccio, 1993), Il poligono mediorientale (Il Mulino, 1994) e Il bottone di Molotov (Corbaccio, 2004).

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