Testa di Ferro
Vita di Emanuele Filiberto di Savoia

Questo brillante, colorito, dettagliatissimo ritratto storico ha per splendido e fosco palcoscenico l’Europa del Cinquecento e per protagonista Emanuele Filiberto di Savoia. Nel 1553, alla morte di Carlo il Buono, il disastro del ducato sabaudo si era compiuto: politicamente inesistente, occupato dalle grandi potenze spagnola e francese le cui truppe attraversavano e devastavano terre indifese e oppresse dalla miseria, indebitato vergognosamente e sommerso da ipoteche, esso rischiava di scomparire dallo scacchiere europeo su cui peraltro, per la sua posizione geografica, avrebbe potuto aspirare alla posizione di pedina chiave. Emanuele Filiberto di Savoia mosse con astuzia i fili delle sue grandi parentele, si destreggiò con infinita abilità tra lo zio Carlo V e il cugino Francesco I; con il sostegno imperiale raggiunse i più alti gradi della carriera delle armi; conquistò la gloria (e la mano della figlia del re di Francia) con la vittoria di San Quintino. E finalmente, carico d’oro e di onori, rientrò nel ducato e ne iniziò la ricostruzione, dandogli la struttura di stato moderno. La figura di questo personaggio straordinario e la sua epoca ricca di splendori e orrori, grandezze e miserie, sono ricostruiti da Moriondo, in questo libro ormai introvabile, in un grande e animatissimo affresco che unisce la profondità dello storico con lo stile brillante del giornalista.

 

Carlo Moriondo

Carlo Moriondo (Torino, 1915-1999) approdò al quotidiano «Stampa Sera» subito dopo la guerra. Collaborò al giornale per oltre trent’anni, prima nella cronaca e poi come inviato speciale, diventandone infine vice-direttore. Nel 1956 vinse il Premio giornalistico Saint-Vincent.

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