Una guida per i perplessi

La “guida” di Mosè Maimonide, la più importante opera del pensiero ebraico medioevale, racchiude al suo interno una parabola che è la più perfetta rappresentazione dei sentieri (spesso interrotti, a volte ciechi, quasi sempre stimolanti) che portano chi vuole scegliere la filosofia come stile di vita verso la meta agognata. Scrive Maimonide: «Inizio il discorso di questo capitolo con una metafora che ho inventato per te. Dico dunque che il re è nel suo castello e tutti i suoi sudditi sono alcuni in città e alcuni fuori». Di quelli che si trovano in città, alcuni voltano del tutto le spalle al palazzo del re. Altri invece vogliono sì dirigersi verso il palazzo per comparire al suo cospetto, ma sono ancora così lontani che neppure sono in grado di scorgere le mura. Ma anche per coloro che sono riusciti a raggiungere l’ingresso della regale dimora, la situazione non è certo particolarmente rosea: chi può dire se riusciranno a trovare la maniera di farsi ricevere in modo da vedere il re e ascoltare le sue parole, il suo prezioso messaggio?

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