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  • Tu non ci credere mai

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Tu non ci credere mai

4.2 out of 5 stars (2,272)

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Anni Trenta. I cicli della terra segnano il tempo al Querceto: poche case sparse, piccoli fazzoletti di terra buona ma dura da coltivare sulle pendici di Monte Sole. Aldo Marchi cresce in quel piccolo mondo tra fatiche nei campi, feste e riti contadini, ma a renderlo felice sono le passeggiate solitarie e senza meta nei boschi che ricoprono quel tratto di Appennino tosco-emiliano. Aldo è taciturno come il padre, ha uno spirito libero che lo rende diverso dai fratelli e fa storcere il naso persino a sua madre. Giovane contadino, vive anni drammatici della storia del Novecento: è soldato nell’esercito italiano in Africa, lotta per la sopravvivenza tra bombardamenti e stragi lungo la linea Gotica durante la Seconda guerra mondiale, nel dopoguerra trova un nemico ancora più grande nei medici che trattano come malattia mentale la sua epilessia. In mezzo alle avversità, brilla sempre la luce dell’amore per Carolina e per i loro figli. Un amore incontaminato che, pur tra sofferenze e delusioni, nutre le sue speranze per il futuro e la sua capacità di resistere all’ignoranza e ai pregiudizi che lo circondano.
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Product details

  • Publisher ‏ : ‎ Libromania
  • Publication date ‏ : ‎ 10 July 2018
  • Language ‏ : ‎ Italian
  • Print length ‏ : ‎ 422 pages
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8851166110
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8851166113
  • Item weight ‏ : ‎ 560 g
  • Dimensions ‏ : ‎ 14.7 x 3.7 x 21.9 cm
  • Best Sellers Rank: 350,299 in Books (See Top 100 in Books)
  • Customer reviews:
    4.2 out of 5 stars (2,272)

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Alessandro Marchi
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Writing makes me happy. Even only a shoplist.

Author of Tu non ci credere mai (2018), Fegato e Cuore (2012), Parada Opera (2009).

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Customer reviews

4.2 out of 5 stars
2,272 global ratings
Da leggere.. un libro sulla pace e sulla forza d’animo
5 out of 5 stars
Da leggere.. un libro sulla pace e sulla forza d’animo
Ho atteso a lungo prima di fare questa recensione: conosco l’autore da tanti anni e non volevo sembrare di parte. Poi ho visto che ce ne sono ormai tantissime, tutte entusiaste, e mi sono decisa. Fatta questa premessa, “Tu non ci credere mai” ci fa sbirciare l’altro lato della Storia, quello personale e intimo di una persona realmente vissuta, aiutandoci a capire più in profondità il lato ufficiale e freddo della Storia ufficiale, imparato svogliatamente sui libri di scuola. È come il lato “sbagliato” di un tappeto, quello solitamente nascosto e rivolto al pavimento: è sicuramente meno bello del lato “giusto”, ma le connessioni appaiono tutte molto più chiare ed è tutto molto più pregno di significato (metafora di Irvin Yalom ne “La cura Schopenhauer”) Questo libro ci fa “sentire” la Storia e non solo capirla intellettualmente. Il viverla sulla nostra pelle, “come se” fossimo stati lì anche noi, ritengo possa essere la chiave di un grande cambiamento. L’educazione alla pace delle giovani generazioni può passare anche attraverso lo sviluppo della sensibilità e dell’intelligenza emotiva, è in effetti una questione più di sentimento che di intelletto. Altrimenti, tutto si riduce alla registrazione passiva di fatti orribili, senza una vera e propria presa in carico emotiva degli stessi. Sono rimasta intrappolatà dentro le pagine del libro il tempo necessario per sentire che c’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato nella nostra natura, che non debelleremo mai fino in fondo, ma che va combattuto. Insieme, non dividendoci. Mi è piaciuta molto anche la ricerca lessicale, alcune parole ed espressioni donano al racconto un sapone genuino e veritiero, rendendolo molto realistico. È come se qualcuno si fosse preso la briga di prenderci e infilarci a forza tra le pieghe di quella vita, per guardare più da vicino. E poi c’è il dramma intimo, quello individualissimo della propria gabbia mentale, costruita però dall’esterno, dall’altrui incapacità di rispettare ogni esistenza per quello che è, ovvero una faccenda molto fragile e delicata. Ho sentito molto mia questa storia di emerginazione anche se non ho mai sofferto nulla di lontanamente paragonabile. È un libro che insegna molto: rispetto, pace, forza d’animo. Fatelo leggere ai vostri figli, ai vostri studenti. Francesca
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Top reviews from Italy

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  • 5 out of 5 stars
    Resilienza
    Reviewed in Italy on 17 December 2018
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    Alessandro Marchi racconta una storia. Una storia in molte parti inventata, ma ispirata alla vera vita di suo nonno, Aldo Marchi. Il protagonista di questa storia è vero. Così come è vera la sua sofferenza e la sua malattia. A quanto pare, invece, tutto il resto è frutto della fantasia.

    Finisco il libro e capisco che proprio sulla malattia di Aldo ruota il messaggio che questo libro vuole trasmettere. Sulla sua malattia e sulle sue reazioni.

    Siamo sull’appennino tosco-emiliano durante la seconda guerra mondiale. Si viene accompagnati nella lettura da Aldo e da Marino, il più piccolo dei suoi tre figli, quello che ricorderà una lezione di vita che il padre in poche parole cercherà di insegnargli. Una lezione sull’ignoranza, sulla tendenza a giudicare, sulla resilienza.

    Una lezione di vita che dovrebbe essere il messaggio che questo libro vuole trasmettere ai lettori. L’ignoranza può nuocere. L’ignoranza può essere fatale. Una malattia può emarginare chi ne è affetto. L’emarginazione può nuocere ed essere fatale tanto quanto l’ignoranza.

    Non aggiungo altro. Solo vi incoraggio a leggere questo romanzo. Sarà duro a volte. Sarà crudo, commovente, anche difficile da metabolizzare e da proseguire. Ma leggetelo. Racchiude in sé un messaggio forte e importantissimo, di cui tutti noi dovremmo fare tesoro, e sul quale meditare a fondo … Tu Non Ci Credere Mai …

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  • 4 out of 5 stars
    Ottima lettura, un capolavoro di sensibilità umana e di visione spassionata del “ventennio”.
    Reviewed in Italy on 10 June 2021
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    La breve vita sventurata, ricostruita e/o immaginata, di Aldo Marchi, il nonno dell’autore, mai conosciuto da quest’ultimo, è lecito pensare, se non dalle testimonianze del padre, figlio di Aldo, è narrata in maniera così essenziale e nello stesso tempo incisiva ed efficace, proprio come, viene da pensare, al carattere della gente di quei luoghi (impossibile che la mente non corra al Grande di Pianaccio di Lizzano in Belvedere, poco lontano da Grizzana), che ci si ritrova talmente coinvolti nella trama del racconto da ritrovarsi alla fine senza quasi accorgersi. Ma non si lascia questa lettura con rincrescimento, ma grati perché arricchiti da un esempio di integrità morale che non può che aiutarci. Voto di apprezzamento: 4,4/5,0.

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  • 5 out of 5 stars
    Commovente, coivolgente, toccante
    Reviewed in Italy on 12 January 2019
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    È uno dei migliori libri che abbia letto ultimamente.

    La storia vera, in parte romanzata, di Aldo Marchi è narrata dal nipote con uno stile semplice, asciutto e scorrevole che ti coinvolge pienamente e ti inchioda alla lettura fino alla fine.

    La storia si sviluppa durante la seconda guerra mondiale a partire dalla chiamata ale armi di Aldo in Abissinia da parte di una Italia fascista alla ricerca di una gloria imperiale che nascondeva invece miserie umane, impreparazione e vigliaccheria dei forti sui deboli.

    Aldo che viene riformato perché affetto da crisi epilettiche e che ritorna quindi alla sua vita contadina dove crea la sua famiglia con Carolina ed i suoi tre figli.

    Purtroppo guerra e malattia lo priveranno presto di tutti i suoi affetti.

    Ci si trova inevitabilmente a fare il tifo per questo uomo così provato dalla sorte e si va avanti nella attesa di un lieto fine che purtroppo non arriva.

    Ma la bellezza del libro è nelle riflessioni che ci induce a fare soprattutto sul tema dei rapporti umani e sulla accettazione del diverso.

    In questo trovo che il libro abbia anche una valenza educativa apprezzabile.

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  • 3 out of 5 stars
    Da leggere: Tu non ci credere mai
    Reviewed in Italy on 3 September 2018
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    L’effetto è stato quello piacevole di una ventata d’aria fresca a smuovere la cappa estiva. Anche perchè il libro l’ho letto proprio nei giorni caldi dell’afa e dell’umidità. E la cosa più bella è stata la freschezza della scrittura che ti porta dalla prima all’ultima pagina in discesa, senza fatica, anche se i temi trattati non sono per nulla leggeri.

    Il consiglio di lettura di oggi è Tu non ci credere mai, di Alessandro Marchi. Non è la sua opera prima, ma è la sua prima opera che mi è capitato di leggere e ne è valsa sicuramente la pena.

    Tu non ci credere mai è la storia, romanzata, di Aldo Marchi: il nonno dell’autore.Siamo sull’Appennino Bolognese, negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale.

    La storia di Aldo Marchi è ricostruita attraverso testimonianze e ricordi di famiglia, ma soprattutto attraverso le cartelle cliniche del Roncati di Bologna, il manicomio di via Andrea Costa che inghiottiva vite e, a volte, restituiva qualcosa che manco lontanamento somigliava alla vita. Aldo è il figlio di una famiglia contadina dell’Appennino bolognese (vive al Quercetto, Montesole), poco amato dalla mamma per le sue stranezze. E’ malato, non matto. Si sposa, ha tre figli, incrocia le tragedie della guerra coloniale in Africa, i rastrellamenti nazifascisti a Montesole, la sua vita ne esce sconvolta soprattutto dopo la perdita della moglie. La diagnosi, epilessia, lo porta al Roncati e lontano dai figli. Uscirà solo due volte ma farà in tempo a dire ai suoi bambini che li ama, almeno non si porterà dietro il rimpianto di non aver avuto la forza di dirlo. E farà anche in tempo a dire al suo piccolo di non credere a tutto quello che gli racconteranno: ascolta tutti, ma pensa con la tua testa (“fatti venire dei dubbi, fatti delle domande“). La storia di Aldo è simile a quella di tanti altri che hanno subito quella psichiatria totale, fatta di elettroshock e reparti confino in cui si stava chiusi per mesi e anni senza speranza. Aldo resiste finchè può, resiste anche facendo davvero il matto quando capisce che lo considereranno davvero matto.

    Se dovessi indicare un limite nel libro è proprio quello del già sentito: la storia minore dei contadini che incrocia la grande Storia, la psichiatria di quegli anni che annulla e non guarisce. Ma non sono limiti, sono storie vere. La storia di Aldo Marchi è quella e il nipote l’ha saputa raccontare bene, con le giuste parole e il giusto tono. Quel mix tra storia, romanzo e delicatezza di scrittura, che sembra quasi una forma di rispetto per quel nonno mai conosciuto, sono il grande valore aggiunto di Tu non ci credere mai.

    E’ un libro molto bolognese (l’autore è un giornalista bolognese), di provincia. Le trasferte dei fratelli Marchi nelle sagre dei paesini dell’Appennino per bere un bicchiere di vino e mangiare castagne calde (e incontrare le morose) sono tra le pagine più gustose del libro. Così come le bevute con gli amici del Querceto condite da noci fresche e la ricerca dell’amore, che è vero e cristallino e non nasce dalla necessità di avere una famiglia perchè tutti ce l’hanno. Ad Aldo bastava “poco” per vivere in maniera dignitosa

    "Ho pensato che vorrei un pezzetto di terra, abbastanza grande da mangiarci bene… qualche albero da frutto… le galline, i conigli, un bue per arare… un boschetto dove camminare… e almeno tre figli. E vorrei che a darmi quei figli fossi tu".

    Il mio voto è un tre stelle e mezza (su 5), di incoraggiamento e di attesa per una nuova storia da leggere.

    "Il solo resistere èstata una vittoria. Ma adesso basta. Finalmente raggiungo la mia Carolina".

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  • 4 out of 5 stars
    Letto volentieri, fa riflettere
    Reviewed in Italy on 14 December 2018
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    Di certo non è un capolavoro, ma mi è piaciuto e lo consiglio. E' la storia, romanzata, del nonno dell'autore: da una vita praticamente normale (un contadino che, come tanti, vive in una più che dignitosa povertà, dove comunque ha tutto ciò che serve, grazie al lavoro della terra), a trovarsi improvvisamente nella "guerra" d'Abissinia (che proprio guerra non era per il suo battaglione...), con tutti gli orrori che ne conseguono. Poi, lo scoppio della Seconda Guerra, con altri orrori, questa volta a discapito della sua famiglia: l'incendio della casa, la morte della moglie e infine... l'inizio della sua di morte. Un epilettico era all'epoca ritenuto alla stregua di un malato di mente, quindi trattato con "cure" talmente pesanti, da far precipitare nel baratro della follia anche la persona più lucida. Il dolore di non poter fare da padre ai suoi figli, il non avere più uno scopo e trascinarsi in una vita da vegetale, lo uccideranno lentamente e inesorabilmente. Realistiche le ambientazioni e ben delineati i personaggi: una storia che vale la pena leggere.

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  • 5 out of 5 stars
    La malattia emargina; ma l'ignoranza annichilisce quel po' di dignità che la malattia lascia
    Reviewed in Italy on 9 September 2018
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    È una provocazione dura quella che ho scritto come titolo. Nascere vittima di un farmaco, vivere senza un'infanzia né un'adolescenza, perché il bullismo sa essere sempre più democratico della legge che lo sanziona, mette nella condizione di leggere questo libro da un punto di vista speciale. Il protagonista vive un'esperienza che valica ogni confine noto a chi ritiene che vivere significhi omologarsi, accettare gli standard di uno stile in cui apparire è tutto, essere non vale nulla e la diversità è un mostro terribile da cui non solo ci si deve tenere lontani, ma che va addirittura additato agli altri come dannoso ed estremamente pericoloso. Eppure di queste persone diverse faccio parte, non come Aldo dopo un'episodio di guerra, ma dalla nascita per colpa di un farmaco che - qualcuno forse ricorda - si chiama talidomide. L'impresa compiuta con questa opera prima non consiste tanto nel trattare di un tema, ma di averlo fatto tenendo conto di un contesto, rappresentando la realtà nella sua cruda semplicità, come semplice non poteva non essere il mondo di Aldo. Anch'io ho radici in quel mondo appenninico tra Romagna e Toscana e, quindi, conosco bene quanto di bello e quanto di brutto tali contesti, sul piano di quella che oggi si chiamerebbe psicologia sociale, producono. Uno spirito di solidarietà nel bisogno che in città sarebbe inimmaginabile può convivere con la diffusione di voci e dicerie che possono rovinarti fino a portarti alla disperazione. Ma la caratterizzazione del protagonista Aldo è qualcosa che fa ben sperare sulle future opere di Alessandro Marchi. Aldo rappresenta quei tanti cittadini che urlano nel silenzio, come oggi potrebbe essere il giovane rimasto vittima di un grave incidente stradale e che è prigioniero in casa solo perché la sua strada non è praticabile con una carrozzina. Aldo rappresenta tutti quei cittadini che dalle istituzioni hanno avuto parole a bizzeffe per anni e poi beffe quando si è trattato di avere quanto dovuto. E vorrei spendere una parola sullo stile: manca il pietismo. E questo non può che fare onore. Forse dimostra che l'autore ha avuto esperienza diretta di quanto il pietismo e la compassione assistenzialistica siano quanto di più inutile e dannoso per combattere battaglie come quelle che avrebbero potuto cambiare la vita di Aldo. Eppure fanno comodo ancora oggi! So che molti staranno male quando dico che sentirci dire "poverino" è l'offesa peggiore che possano rivolgerci. So che molti resteranno stupiti se dico che queste persone differenti vi ringrazieranno se farete qualcosa di concreto per loro, se adatterete un bagno pubblico, se eviterete la presenza di uno scalino, se farete oggetto di manutenzione marciapiedi e ciclabili. Il rispetto della dignità della persona inizia dal momento in cui si ci rimbocca le maniche per dimostrarlo con i fatti. Ben vengano libri come questo che invitano a riflettere sull'emarginazione di queste persone, la cui dignità di vivere è la stessa che abbiamo tutti noi. Posso dire che pochi libri sono riusciti a commuovermi come questo?

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  • 5 out of 5 stars
    Le storie vere sono sempre le più avvincenti
    Reviewed in Italy on 3 July 2022
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    Una storia vera, spesso cruda come la realtà della guerra che descrive, che ti coinvolge fin dall'inizio anche con il continuo passaggio tra il racconto in prima persona dei protagonisti, padre e figlio. La crudeltà verso i ricoverati nei manicomi degli anni 50 rivela la profonda ignoranza che esisteva all'epoca su patologie ancora sconosciute, sullo sfondo di una guerra vissuta sulla pelle di gente che non la meritava e che ha pagato un prezzo troppo alto. Ti tocca il cuore in ogni momento proprio perché è il racconto di persone normali e semplici che fanno i conti con situazioni più grandi di loro e che come sempre vengono sopraffatte dagli eventi senza poter cambiare nulla... attuale anche se ambientato 60 anni fa

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  • 4 out of 5 stars
    Bello! Offre spunti di riflessione sulla diversità in senso lato.
    Reviewed in Italy on 26 December 2020
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    Questo libro tratta, inaspettatamente, una tematica molto importante (e di cui raramente si parla) facendolo da una prospettiva intima e senza giri di parole. Tratto da una storia vera, mi ha dato molti spunti di riflessione sulla diversità in senso lato. Bello!

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    Imperdibile!
    Reviewed in France on 6 January 2022
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    Meraviglioso, profondo, emozionante. Letto in 4 giorni perché non riuscivo più a staccarmene (giorno e notte). Estremamente scorrevole. Grazie all’autore che ci fa entrare nel personaggio e nella sua sofferenza! Da leggere….

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