La felicità che aspettavo

Una grigia giornata ottobrina, il solito ingorgo delle ore di punta, una coda di macchine bloccate. Al volante, in una delle tante auto c’è Laura, con la testa già a casa, alle faccende domestiche, alla figlia e al marito che l’aspettano, in quella accanto Walter che viene scosso dai suoi pensieri dalla musica che arriva proprio dalla macchina di Laura. Tra i due inizia uno scambio di battute e poi, come se i contorni della realtà improvvisamente non avessero più consistenza, l’idea un po’ folle di andare a bere qualcosa lontano dal traffico e dalle preoccupazioni e scambiarsi i numeri di telefono. Sembra la scena iniziale di un film di cui è facile prevedere il finale, ma l’incontro tra i due protagonisti avrà un epilogo molto più sorprendente, proprio come accade nella vita reale.

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