Il libro digitale dei morti
Memoria, lutto, eternità e oblio nell'era dei social network

Se Internet, Facebook, Twitter, WhatsApp e i social network hanno completamente trasformato la vita, il modo di comunicare, le relazioni e gli affetti delle persone, perché non dovrebbero fare lo stesso con l’idea di morte, di immortalità, di lutto e di ricordo?

Lo hanno già fatto, in realtà, come dimostrano la nostra quotidianità digitale e le ultime notizie tecnologiche: i profili commemorativi si alternano nelle nostre home ai profili attivi, mentre ci rifiutiamo di cancellare i contatti di persone care, e li custodiamo nelle rubriche dei telefoni; intanto, le manifestazioni di lutto collettivo virtuale diventano di celebrità in celebrità sempre più partecipate, spuntano i primi funerali trasmessi in streaming e si testano le prime chat che permettono di dialogare in tempo reale con amici morti.

Superando la più sfrenata fantasia romanzesca, la tecnologia si è ormai spinta fino a quelle zone tradizionalmente considerate le più private e intime dell’esistenza umana, le più lontane dal caos e dall’informalità del web, dal chiasso dei social network.

Cosa resterà, allora, della nostra vita online? Che fine faranno tutti i nostri dati – e-mail, tweet, status, fotografie e video – dopo la nostra morte? Rimarranno in cloud per sempre, intatti ed eterei, o si potrà ancora aspirare a un oblio delle informazioni? Che forme prenderà, in definitiva, la nostra eredità digitale?

Da sempre attento agli aspetti più controversi della società dell’informazione, esperto di criminalità informatica e investigazioni digitali, Giovanni Ziccardi si inoltra senza timori nell’intricato rapporto tra morte e vita nel cyberspazio, tra diritto all’oblio e minacce (o desideri) d’immortalità tecnologica.

Da un avamposto del presente, Ziccardi osserva il futuro delle nostre vite digitali, costruendo un libro sorprendente, ricco e scorrevole. Un tema delicato e complesso diventa così non solo comprensibile ai non esperti, ma anche curioso e insospettabilmente leggero: Il libro digitale dei morti, un vademecum per chi vuole sopravvivere in rete, o, forse, scomparire del tutto.

Giovanni Ziccardi

Giovanni Ziccardi (Castelfranco Emilia, 1969) è professore di Informatica giuridica presso l’Università di Milano; insegna Criminalità informatica al Master in diritto delle nuove tecnologie dell’Università di Bologna.
Ha fatto parte degli ambienti hacker nazionali e internazionali, incontrandone gli esponenti e studiandone l’evoluzione. Ha dedicato a quegli anni un saggio (Hacker – Il richiamo della libertà, Marsilio 2011) e un thriller (L’ultimo hacker, Marsilio 2012).
I suoi ultimi lavori sono sulla resistenza elettronica (Resistance, Liberation Technology and Human Rights in the Digital Age, Springer 2012), sulla società controllata (Internet, controllo e libertà, Raffaello Cortina 2015), sulle espressioni d’odio (L’odio online, Raffaello Cortina 2016) e sull’uso responsabile dei social media da parte degli adolescenti (Social media, Giuffrè-Corriere della Sera, 2017).
Dirige una rivista scientifica, “Ciberspazio e Diritto”; collabora con “il Corriere della Sera”, “il Fatto Quotidiano”, “il Mulino”, “Doppiozero”, “l’Enciclopedia Italiana Treccani” e “Donna Moderna”, per cui cura la rubrica “Diritti digitali”.
Organizza da anni i percorsi formativi informatico-giuridici in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

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