L'estremista

Alberto Ligas, fotografo di matrimoni, non ama viaggiare: partire anche per pochi giorni lo precipita in uno stato di malinconia che sovrasta qualsiasi bellezza possa trovare dall’altra parte. È il 1973 e Alberto ha viaggiato tutta la notte per raggiungere Milano. C’è tempo prima della partenza per Como, dove deve risolvere una questione ereditaria, e Milano non gli appare così grigia e incolore come se l’era immaginata, così s’immerge tra le strade della città: tutto normale fino all’imbocco di via Torino, di fronte al Duomo. Come inghiottito da un incubo, si ritrova immerso in una folla che lo trascina via in un agitare di braccia e uno sventolare di bandiere. Gli scontri tra fazioni politiche sono all’ordine del giorno e Alberto, senza neanche rendersene conto, si trovava preso in uno dei tanti fuochi che esplodevano tra neofascisti e comunisti. Uno scoppio improvviso, un fuggi fuggi generale, e la polizia che interviene a riportare l’ordine e arrestare chi non riesce a dileguarsi. Il fotografo non solo viene portato in questura, ma in stato confusionale non riesce a giustificare la sua presenza sul luogo e si ritrova accusato dell’attentato.

La scrittura coinvolgente di Marco Dettori e gli eventi incalzanti della trama rendono il lettore partecipe dell’assurda situazione vissuta del protagonista e lo spingono ad arrivare all’ultima pagina per scoprire come ne uscirà.

Marco Dettori

Marco Dettori, nato a Cagliari nel 1982, vive a San Sperate, paese dal fervido movimento culturale a pochi chilometri dal capoluogo sardo. Laureato in Scienze Politiche-indirizzo storico, lavora come impiegato e dedica il suo tempo libero a lettura, scrittura, musica e viaggi.

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