La mente, il corpo, il piacere

La famosa e, nei millenni, famigerata filosofia epicurea fiorì nel IV secolo a.C., nel cuore dell’Ellenismo, sulla scia dell’insegnamento del maestro Epicuro. Ma a Roma dovette diffondersi relativamente presto, ancora prima della grande opera dell’epicureo Lucrezio, se è vero che, a un secolo dalla morte del caposcuola, il Senato di Roma decretava l’espulsione dalla città dei filosofi suoi seguaci, accusati di praticare e insegnare una condotta immorale, incentrata sull’esaltazione del piacere. Ma dobbiamo cercare di capire di che “piacere” esattamente si parla, nella sapienza filosofica antica. Cosa dice Lucrezio, divulgatore più importante del messaggio epicureo a Roma, riguardo al piacere? Come insegna il maestro, «gloria della gente greca», gli unici piaceri che vanno perseguiti sono quelli che nascono da un desiderio naturale e non superfluo, come quello di cibo o di bevande se volto alla soddisfazione del bisogno senza eccessi.

Prodotti correlati

Io sono dinamite

Io sono dinamite

Sue Prideaux
La notte del mondo

La notte del mondo

Diego Fusaro
Identità

Identità

Francis Fukuyama
Rompere le regole

Rompere le regole

Marco Belpoliti, Giovanni De Luna, Nicola Gardini, Nadia Fusini, Fabrizio Gifuni, Francesca Rigotti
La partita perfetta

La partita perfetta

Corrado Del Bò, Filippo Santoni de Sio
Antinomia ben temperata

Antinomia ben temperata

Andrea Carandini